Il ciclo riproduttivo degli insetti è fortemente influenzato dalle condizioni meteo-climatiche di questa estate fino ad oggi torrida e siccitosa. Nelle estati degli anni che precedevano l’effetto dei cambiamenti climatici ci ricordiamo il fastidio delle zanzare che ronzavano e pungevano la notte. Oggi non si dorme, ma dal caldo e non dalle punture di queste zanzare, le Culex, che sono quasi scomparse, resistono nelle zone di campagna dove in qualche fosso stagna un po’ d’acqua. La zanzara tigre, che ha conquistato le nostre città, non si trova meglio, in quanto i tombini stradali che sono il loro principale rifugio e luogo di riproduzione sono asciutti da inizio estate. Gli unici siti di riproduzione attivi sono presenti nei centri residenziali e nelle abitazioni private e nelle villette a schiera. In queste situazioni vi sono diversi luoghi di riproduzione come i tombini aperti dove scolano le acque provenienti dall’irrigazione di vasi di piante, contenitori di vario tipo dove si raccoglie l’acqua per irrigare orti e giardini. Dai sopralluoghi che la USL Umbria 1 -Dipartimento di Prevenzione- U.O.C. ISP – Servizio Controllo Organismi Infestanti effettua nel territorio si evidenziano anche situazioni di abbandono di secchi, ma anche piscine abbandonate che favoriscono, con l’acqua stagnante accumulata, lo sviluppo delle larve di zanzara. Dobbiamo quindi eliminare contenitori scoperti dove si può accumulare l’acqua e mettere i prodotti larvicidi nei tombini dei piazzali. Bisogna assolutamente evitare l’impiego di insetticidi adulticidi in quanto colpiscono maggiormente le api ed altri insetti utili ed in minima parte le zanzare. Si sta diffondendo anche in camping e nei dehors dei ristoranti l’impiego di sistemi automatici di distribuzione per contenere le zanzare che sono positivi se utilizzano prodotti repellenti di origine naturale. Non devono essere impiegati prodotti insetticidi in quanto sono causa di inalazione di prodotti chimici da parte dei fruitori di pubblici esercizi, in particolare dai bambini e da persone potenzialmente sensibili a questi prodotti. Inoltre l’effetto sulle zanzare per la riduzione di questi insetti è modesto in quanto la dose di insetticida è limitato per abbatterle ma favorisce nel contempo lo sviluppo di fenomeni di resistenza alle molecole.
Nel territorio della USL Umbria 1 sono attive le 50 trappole di cattura per zanzare e flebotomi acquisite dal 2025 con il “Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC) – Programma “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima”. La rete di queste trappole consente di monitorare la distribuzione di questi organismi nel territorio evidenziando precocemente la circolazione di virus trasmessi da questi vettori e l’introduzione di specie provenienti da altri paesi. Dal mese di luglio sono stati effettuate le prime catture per essere inviati all’IZSUM di Ancona per essere analizzati.
La carenza di acqua nel territorio influenza un certo nervosismo negli imenotteri, api, vespe e calabroni. Le api e le vespe vanno ad “abbeverarsi” alle cannelle che noi lasciamo gocciolare o ai bordi di una piscina e alla ciotola dell’acqua del nostro cane. I calabroni preferiscono assumere liquidi dai frutti, in particolare in questo periodo dalla polpa delle susine mature e dei fichi. Impiega le forti mandibole per rompere la buccia e rende il frutto vulnerabile anche ad altri insetti come vespe e moscerini. Bisogna fare massima attenzione alla presenza in particolare di nidi di vespe nei cespugli o in cavità e ai nidi di calabroni nei comignoli dei tetti e nelle cavità degli alberi.
I soggetti allergici devono essere informati dai loro medici di medicina generale per la profilassi per l’allergia al veleno di imenotteri e sui presidi che bisogna disporre in caso di puntura.
Con la forte siccità le popolazioni dei coleotteri carabidi, utili in quanto si cibano di altri insetti, di colore scuro spesso confusi come scarafaggi, non trovano più nel terreno un ambiente favorevole per cibarsi di altri insetti e allora invadono i giardini freschi ed irrigati delle abitazioni private dove trovano insetti in abbondanza. Da adesso in poi vedremo diverse zone colpite da questo sviluppo di grandi popolazioni di carabidi. Per limitare la loro presenza invadente bisogna adottare una illuminazione esterna delle abitazioni a bassa intensità, preferendo lampade di colore giallo che è meno attrattiva per gli insetti. L’impiego degli insetticidi è completamente inutile, oltre che inquinante, perché questi organismi sono molto resistenti.
Oltre ai carabidi sono sempre più diffuse le pullulazioni dei Ligeidi della colza che invadono, per fortuna per pochi giorni, i nostri giardini.
Tra gli insetti che si stanno maggiormente avvantaggiando delle alte temperature e della siccità ci sono sicuramente i chironomidi, gli insetti tipici dei laghi laminari come il lago Trasimeno dove l’abbassamento del livello idrometrico unito alle elevate temperature innesca un circolo vizioso che accelera l’evaporazione, riduce la risorsa idrica disponibile e diminuisce la concentrazione di ossigeno nell’acqua. L’unico organismo che ne approfitta per riprodursi maggiormente in queste condizioni di scarsa concentrazione di ossigeno è il chironomide. Le elevate temperature riducono inoltre il tempo di trasformazione da larva in adulto e quindi, l’effetto è palese a tutti, con lo sviluppo di enormi sciami di chironomidi che sono causa di fastidio alle attività di ricezione turistica ed agli stessi abitanti.
Gli interventi che sono stati messi in campo quest’anno, oltre alla collocazione delle lampade diversive tofolamp si sono basati su otto trattamenti larvicidi con il Bacillus thuringiensis var. isr. fino ad oggi sulla linea di costa.
Il larvicida riesce a ridurre le larve di zanzara e di chironomide nei bassi fondali ma per contenere le grandi masse di chironomidi che nascono nei fondali più profondi del centro-lago è in funzione per il secondo anno Isola B, progetto finanziato dal Piano Nazionale per gli investimenti Complementari (Pnc) – Programma “Salute, Ambiente, Biodiversità e Clima” – che si collega al più ampio Sistema Regionale Prevenzione Salute dai rischi ambientali e climatici, istituito dalla Regione con dgr 1067/2023. L’intervento si inserisce nella programmazione regionale One Health.
Nel 2025 Isola B aveva catturato circa 100 kg in peso secco di chironomidi pari a 30 milioni di individui, nel 2026 , da aprile ad oggi sono stati catturati 259 kg pari a 86 milioni di insetti. I dati di queste catture ci indicano di quanto sia stato l’incremento della popolazione di insetti favorito dai cambiamenti climatici. L’efficacia di cattura di questa macchina innovativa elaborata dopo tre anni di sperimentazione, sotto il controllo del Prof. Arshad Alì dell’Università della Florida massimo esperto mondiale di chironomidi nell’ambito del Progetto finanziato dalla Fondazione Federica e Brunello Cucinelli, indica l’orientamento che bisogna tenere per diminuire l’impatto che i cambiamenti climatici avranno sul lago Trasimeno. L’obiettivo è di portare a 5 il numero di queste isole di cattura che catturano esclusivamente chironomidi senza sostanze chimiche, non comportano un rischio per i fruitori del lago, non influiscono negativamente su altri organismi e non producono Co2 in quanto il sistema di alimentazione è al 100% alimentato da energia fotovoltaica.
La riduzione del fastidio che arrecano i chironomidi nelle serate estive, passa anche attreverso la riduzione delle lampade a luce bianca adottando una illuminazione di colore giallo od arancione nelle aree dei percorsi pedonali e delle attività di somministrazione di alimenti e bevande. Nelle sagre, nelle feste paesane o nelle notti bianche gli stand e i track food devono usare lampade gialle o arancioni come anche nei concerti dove i fari che illuminano gli artisti non devono essere di colore bianco.
I trattamenti insetticidi non possono ridurre la presenza dei chironomidi in quanto questi insetti hanno di per se una vita breve come adulti e quindi quelli che “vengono colpiti oggi con un insetticida” sarebbero comunque morti uno o due giorni dopo naturalmente. L’uso di insetticidi deve essere limitato a problematiche di interesse sanitario in caso di circolazione di virus come Dengue e West Nile.
Tra gli insetti che stanno destando ultimamente attenzione in questo ultimo periodo vi sono i Flebotomi meglio conosciuti come pappataci che sono vettori biologici di malattia per uomo e animali che da sempre rivestono in Italia rilevanza sanitaria, in particolare per la Leishmaniosi che è una zoonosi endemica ed inoltre per la trasmissione di alcuni virus (Phlebovirus Toscana e Arbia), causa di encefaliti per l’uomo. Per la prevenzione delle punture dei Flebotomi è importante l’uso di un abbigliamento idoneo all’aperto, associato all’utilizzo di repellenti per la pelle nelle ore crepuscolari e nelle prime ore notturne, per ridurre il contatto con l’insetto. In commercio sono reperibili repellenti anche per i bambini, con concentrazione di principio attivo inferiore a quella degli adulti; queste sostanze vanno riapplicate a distanza di qualche ora.
Zanzariere a maglie molto strette (1-2 mm) applicate a porte e finestre, limitano notevolmente l’ingresso dell’insetto nelle abitazioni.
Per prevenire le infestazioni da Flebotomi bisogna eliminare l’accumulo di detriti organici quali le foglie accumulate sotto le siepi e pulire le lettiere degli animali.
Per maggiori informazioni visitare il PODIS portale disinfestazione della USL Umbria 1.
https://portaledisinfestazione.org/organismi/insetti-co/flebotomo/



